A Firenze il secondo incontro della Rete per #rompereilsilenziosulsilenzio

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Dopo il primo incontro del 10 febbraio a Roma, torna a riunirsi la Rete di amici e realtà del mondo cattolico nata per riportare l’attenzione sulla preghiera silenziosa. Il nuovo appuntamento è per il 1° giugno a Firenze e vedrà allargarsi il gruppo dei partecipanti provenienti da tutt’Italia.

L’incontro di febbraio, presso la Casa per Esercizi spirituali del Sacro Costato a Roma, si era rivelato decisivo per creare rete, mettere a fuoco le proposte future e i punti chiave necessari a “rompere il silenzio sul silenzio”. Proprio per dar seguito a quel passo inaugurale, allargare il confronto e la riflessione e mettere in cantiere collaborazioni per futuri passi concreti, persone appartenenti alla Chiesa cattolica (e non solo) che da anni, in varie parti d’Italia, portano avanti percorsi di silenzio si sono date un nuovo appuntamento per il 1° giugno al Seminario Arcivescovile di Firenze.

La Rete è nata in modo informale lo scorso anno sulla base della consapevolezza comune di una crescente “sete di silenzio” – da parte di credenti e non credenti – a cui non corrisponde però un’attenzione ecclesiale specifica dal punto di vista della Pastorale e della formazione. Situazione resa paradossale dall’insistenza con cui Papa Francesco – e il suo predecessore Benedetto XVI – hanno puntato l’attenzione sul valore della preghiera contemplativa, dell’adorazione e del silenzio.

Francesco, il 5 febbraio nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta ha invitato i sacerdoti a insegnare al popolo a “adorare in silenzio”. Mentre nell’esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate”, pubblicata il 9 aprile, si rivolge a chi legge con queste parole: “mi permetto di chiederti: ci sono momenti in cui ti poni alla sua presenza in silenzio, rimani con Lui senza fretta, e ti lasci guardare da Lui?”.

Oggi molti cristiani battezzati si rivolgono ad altre tradizioni orientali – religiose e culturali – per attingere delle modalità per pregare in silenzio”, ha affermato in margine al primo incontro Antonella Lumini, eremita di città a Firenze. “C’è un vuoto a cui rimediare. L’umanità ne ha bisogno e se la Chiesa si considera strumento di salvezza deve prendere a cuore questa via di guarigione dell’anima”.

Nella Chiesa, talvolta, o si demonizzano queste esperienze di radice orientale o di conoscenza psicologica del profondo o ci si assimila troppo a esse, arrivando alla conclusione errata che una via vale l’altra”, ha detto Marco Guzzi, poeta e filosofo, fondatore dei gruppi di formazione spirituale “Darsi pace”, fra i relatori del primo incontro. “Il nostro compito oggi è proprio quello di ‘una nuova Patristica globale’ che come la prima Patristica richiede un’esperienza di fede in Cristo radicata, profonda, che non diminuisce nel confronto con le tradizioni asiatiche o con le grandi espressioni della cultura contemporanea, ma si rafforza, si motiva e si nutre: perché i semi del Verbo, come ci ha insegnato il Concilio, li troviamo ovunque”.

Dio non è un qualcosa da attirare con la preghiera, ma un fuoco che è già presente che dobbiamo solo lasciare emergere”, aggiunge un altro dei promotori della Rete, don Paolo Scquizzato, sacerdote del Cottolengo e direttore del Centro di spiritualità ‘Mater Unitatis’ di Druento, vicino Torino. “La questione oggi non è quindi tanto ‘fare silenzio’, perché sarebbe ancora un nostro fare, un nostro agire, ma ‘diventare silenziosi’, che è tutta un’altra cosa”.

Oltre ad Antonella Lumini, Marco Guzzi e Paolo Scquizzato, hanno aderito fin dall’inizio alla Rete per #rompereilsilenziosulsilenzio:

Juri Nervo,  fondatore della Onlus EssereUmani e dell’Eremo del Silenzio di Torino www.eremodelsilenzio.it – www.essereumani.org; Chiara M. già infermiera a Trento, oggi scrittrice, autrice dei libri ‘Crudele dolcissimo amore’ (2009) e ‘Oscura luminosissima notte’ (2010); Don Moreno Migliorati, sacerdote della diocesi d Città di Castello, creatore del blog www.osservatoriosulsilenzio.it; Fabio Colagrande, giornalista di Radio Vaticana Italia e promotore del primo incontro romano; Paolo Rodari, vaticanista de La Repubblica e autore con Antonella Lumini del volume “La custode del silenzio” (Einaudi); Alessandro Iapino, Responsabile Ufficio stampa Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; Laura Badaracchi, giornalista freelance, collaboratrice del quotidiano Avvenire e di varie riviste cattoliche.

Il Blog www.vinonuovo.it a questa pagina http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=2896 ha pubblicato gli interventi preparatori all’incontro del 10 febbraio.

All’incontro del 1° giugno a Firenze parteciperanno anche:

Elsa Bianco, psicoanalista, membro del gruppo interreligioso ‘Insieme Per la Pace’ di Torino, già presidente dell’Unione buddhista italiana; Marco Vannini, filosofo, tra i maggiori studiosi di mistica cristiana; don Alfredo Jacopozzi, direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose della Toscana;  don Guidalberto Bormolini, sacerdote e monaco della comunità dei Ricostruttori nella preghiera.

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